Nella chiesa di Santa Maria di Loreto a Bühl in Algovia (Baviera) è presente una copia dell’affresco della SS. Annunziata di Firenze.
Il motivo per cui la riproduzione della Santa Immagine è stata qui devotamente collocata va fatto risalire al generale sentire cattolico di questa parte della Germania e al santuario loretano edificato nel XVII secolo.
La sua costruzione è narrata da Marianum: Legende von den lieben heiligen und gottseligen Dienern Unserer Lieben Frau und den berühmtesten Gnadenorten der hohen Himmelskönigin (Marianum: Leggenda dei cari, santi e devoti servitori della Madonna e dei luoghi di grazia più celebri della Regina del Cielo) di Georg Ott († 1885), parroco in Abensberg, I parte (da gennaio a giugno), Ratisbona 1867, pp. 532-533 (al 24 febbraio).
Ne riportiamo la traduzione, ricordando che storicamente siamo nel regno di Baviera (1806-1918) retto dal casato di Wittelsbach.
La nostra cara Signora di Loreto a Bühl vicino a Immenstadt nella regione dell’Algovia nel regno di Baviera
“Nella splendida regione montuosa dell’Algovia, vicino al monte Grünten, alto 1800 metri, e al lago Alpsee, si trova il villaggio di Bühl, in un’incantevole valle a mezz’ora da Immenstadt, con due chiese visibili da lontano, situate sul pendio di una collina.
Nel 1665, in una splendida giornata estiva, l’allora conte regnante Ugo von Königsegg-Rothenfels si concesse una gita in barca sull’Alpsee.
Suo figlio, Leopoldo Guglielmo, da poco tornato da un viaggio in Italia, e il frate cappuccino padre Cornelius erano con lui in barca. Mentre remavano attraverso il lago verso Bühl, il conte Leopoldo notò che la cappella di Santo Stefano sulla collina [Bühl ha il significato di colle, monte] assomigliava in modo sorprendente alla posizione della chiesa di Loreto in Italia, luogo venerato della Madre di Dio.
Le parole del figlio dettero al padre l’idea di far costruire una cappella loretana su questa collina. Il suo desiderio fu presto esaudito.
Ebbe prontamente il permesso. Nella primavera del 1666, la vecchia cappella fu demolita e l’estate successiva, grazie al diligente lavoro del conte e di suo figlio, e con l’assistenza di padre Cornelio, la nuova chiesa fu costruita dal nulla.
L’8 settembre poté già aver luogo la prima funzione religiosa. Il conte Ugo aveva commissionato a uno scultore locale la creazione dell’immagine miracolosa della Vergine Maria, ispirata esattamente a quella della Santa Casa di Loreto in Italia.
Il 9 maggio 1670, la chiesa fu consacrata dal vescovo di Costanza.
L’altare è in alabastro dorato – prosegue il parroco Ott –; dietro di esso, sotto un baldacchino, si trova l’immagine miracolosa. Un’unica finestra proietta un tenue chiarore sull’altare e sull’immagine, e la dolce penombra infonde a chiunque entri un senso di riverenza e devozione.
La venerazione della splendida immagine della Vergine Maria iniziò subito dopo la costruzione della chiesa. I pellegrinaggi iniziarono a seguito della inaugurazione. Numerosi fedeli accorsero da ogni parte. L’afflusso crebbe ulteriormente quando si verificò un grande miracolo per intercessione di Maria.
Il maggiordomo del castello di Rothensens, Georg Friedrich Christmann, giaceva gravemente malato e languiva senza alcuna speranza. Era già dato per morto quando improvvisamente riprese conoscenza e guarì completamente. Sua moglie, infatti, nel più grande timore e angoscia, aveva cercato rifugio presso la Vergine Maria nella Cappella di Loreto e vi aveva fatto voto di grazia. E la sua preghiera era stata esaudita.
Così, molti fedeli, che si rivolsero con fiducia alla Madonna di Bühl, trovarono continuamente conforto e aiuto nelle loro angustie, come attestano le numerose tavolette votive e le testimonianze cristiane.
I signori di Königsegg-Rothenfels e le loro consorti rimasero sempre devoti alla chiesa di Loreto. Il conte Leopoldo inviò a Bühl, come ex voto un bellissimo dipinto raffigurante l’Annunciazione, realizzato esattamente come la famosa immagine miracolosa dell’Annunziata di Firenze; suo figlio Sigismondo fece confezionare paramenti sacri con la stoffa dei suoi magnifici abiti e li dedicò alla Madre di Dio.
Egli stesso fu salvato da una situazione di pericolo di vita grazie a un voto e, dopo il suo matrimonio con la contessa von Salm, inviò le due fedi nuziali da collocare davanti all’immagine miracolosa.
In mezzo a ogni pericolo, lo spirito pio di questa nobile signoria, i conti di Königsegg, si rivolse con voti e sacrifici alla Regina del Cielo, che venerarono in modo particolare nella chiesa costruita dai loro padri. E ogni volta che qualche evento ebbe un lieto fine o ricevettero una benedizione, si recarono con gratitudine e gioia in questo luogo di grazia e adempirono ai loro voti.
E come i signori, così facevano i sudditi.
Ancora oggi, i pellegrinaggi alla chiesa delle Grazie di Bühl continuano. In primavera e nel tardo autunno, il sabato, non solo la chiesa, ma anche la splendida piazza tra le due chiese si riempie di devoti fedeli che invocano l’intercessione della Madre del Signore.
Ma nella festa della Natività di Maria il numero di pellegrini è così grande che la predica deve essere pronunciata all’aperto.
Così, Maria, la Vergine benedetta, ha i suoi devoti nelle tranquille valli delle montagne e presso i loro profondi laghi blu; essi trovano nel suo cuore materno quel conforto e quella pace che il mondo non potrà mai dare!”
Inserisco un aggiunta tratta da Wikipedia tedesca:
“L’architetto della Cappella di Loreto a Bühl fu Michael Kaufmann. Nel 1716, una piccola cappella dedicata a Sant’Anna, madre di Maria, fu aggiunta al lato ovest. Da qui, un cancello in ferro battuto tra due altari laterali conduce alla cappella principale. Ha un soffitto a volta a botte, dipinto di blu e decorato con stelle dorate. Le pareti, con il loro motivo a mattoni dipinti, sono decorate con affreschi. La base dell’altare presenta un pannello eseguito in scagliola, raffigurante alloro colorato e viticci floreali, con il nome “Maria” inciso al centro. Sopra l’altare, l’ immagine di Loreto della Vergine Maria si trova in una nicchia semicircolare, coronata da una grande conchiglia e sostenuta da un baldacchino sorretto da angeli. Maria è raffigurata come Regina del Cielo, con una corona di stelle, uno scettro e il Bambino Gesù benedicente. L’altare classicista a colonne è incorniciato dalle statue di Giovanni Battista e San Giuseppe.
Per evocare la casa di Nazareth nel modo più realistico possibile, la stanza sul retro ospita la cucina di Maria e la bottega del falegname Giuseppe , che, secondo la tradizione, un tempo erano arredate in modo corrispondente. Sul lato est, l’unica fonte di luce è la cosiddetta finestra dell’Angelo, attraverso la quale, secondo il racconto biblico, l’Arcangelo Gabriele entrò in casa e apparve a Maria.
Le pareti della cappella sono decorate con tavolette votive”.
Paola Ircani Menichini, 16 gennaio 2026. Tutti i diritti riservati.
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